DTG o serigrafia: qual è la tecnica migliore per stampare su tessuto?

Redazione T-Shirt, Tecnologie 1 Commento

Quale tecnica di stampa è meglio usare per mandare avanti la tua attività? Per prendere una decisione devi considerare diversi fattori: il budget e lo spazio che hai a disposizione, la richiesta del pubblico, i tempi e costi di realizzazione che puoi sostenere… Uno dei procedimenti più noti è la serigrafia. Ma in questi ultimi anni si è diffuso un altro metodo, completamente diverso: la stampa digitale diretta (o DTG, Direct To Garment). Molti stampatori ne sono rimasti affascinati e l’hanno adottata come soluzione principale. Significa che la serigrafia sta per essere abbandonata? Assolutamente no: continuano a servirsene in molti e con risultati di qualità.
Ma qual è la tecnica migliore per stampare su tessuto? Mettiamo a confronto serigrafia e stampa DTG e vediamo quali sono le loro caratteristiche, i pro e i contro.

1. Come funziona il procedimento:

Serigrafia. Il processo si basa sull’utilizzo dei telai serigrafici (quadrati di tessuto permeabile tesi su riquadri in legno o metallo). Bisogna creare un telaio per ogni colore presente nel disegno da stampare (se è presente un solo colore, basta una sola matrice). Ogni telaio viene reso impermeabile, tranne che nella parte in cui è riprodotta l’immagine, ed è caricato con l’inchiostro. Nella fase di stampa vera e propria il telaio viene fatto aderire alla maglietta e il colore filtra attraverso la parte permeabile, attaccandosi al tessuto. Il processo si ripete per ogni livello di colore e dopo ogni passaggio l’inchiostro deve essere fatto asciugare. Il tutto può essere realizzato a mano, ma è molto più comodo e veloce usare una stampante serigrafica (che occupa molto spazio e deve trovarsi in un locale arieggiato). Una volta concluso il lavoro, i telai devono essere puliti sia dall’inchiostro, sia dalle sostanze emulsionanti utilizzate.

DTG. Il processo è molto semplice: una volta che la t-shirt è stata inserita nella stampante digitale, è sufficiente dare il comando di stampa del disegno. A volte è necessario ricaricare l’inchiostro, oppure si deve pretrattare il tessuto della t-shirt, ma si tratta di operazioni che non devono essere eseguite ogni volta. Certo, bisogna imparare ad usare la stampante digitale e questo richiede un po’ di impegno. Ma una volta superata questa fase, lavorare diventa molto più semplice. Tuttavia bisogna stare attenti alle condizioni dell’ambiente in cui si stampa: deve essere presente un certo grado di umidità. Se questa manca, il colore si secca e non si fonde al tessuto uniformemente. Le stampanti digitali occupano poco spazio e si possono usare anche in ufficio o in un negozio.

2. Tempi di stampa:

Serigrafia. Il processo è lungo ed è composto da numerose fasi. Non è conveniente quando devi stampare molti design diversi in poco tempo: per ogni immagine dovresti ripetere ogni passaggio e non riusciresti a realizzare tutte le commesse velocemente. Ma torna molto utile se vuoi stampare un gran numero di magliette che abbiano la stessa immagine: una volta preparato l’occorrente per una stampa, questo si può riutilizzare per riprodurre il disegno diverse volte.

DTG. Il lavoro in sé richiede poco tempo, puoi stampare design diversi più velocemente rispetto a quanto impiegheresti con la serigrafia. E’ comunque sconsigliato utilizzarla per stampare tante t-shirt con la stessa immagine: in questo caso è la serigrafia il metodo più rapido.

3. Costi di stampa

Serigrafia. E’ la tecnica più economica in caso tu debba stampare tante t-shirt con lo stesso disegno: più sono le magliette, più basso sarà il costo della singola t-shirt. Un altro fattore di cui tener conto è il numero di colori: più sono numerosi, più il costo sarà alto. Inoltre devi considerare le spese per i telai, gli inchiostri e gli altri materiali di stampa. Ad esempio: se si stampano molte magliette con lo stesso design servirà più inchiostro, ma sarà minore la quantità di retini e di emulsionante per renderli impermeabili.

DTG. Ultimamente sempre più stampatori hanno la necessità di riprodurre molti design diversi in poco tempo. I clienti fanno ordini di poche magliette per volta (o di una sola) e bisogna essere in grado di accontentarli, o si rischia di perdere del lavoro. In questo caso la soluzione migliore è di ricorrere alla stampa DTG: oltre ad essere molto veloce, non prevede costi di set-up significativi e, per ordini di poche t-shirt, è più economica della serigrafia. Tuttavia il procedimento prevede dei costi fissi che non cambiano a seconda della quantità di t-shirt richieste. Quindi non è possibile diminuire il prezzo delle singole magliette. Per questo motivo gli stampatori sconsigliano di servirsi della stampa DTG per ordini grandi.

Per dare un ordine di grandezza e capire quale delle due tecnologie conviene utilizzare, il rapporto di convenienza è 70 magliette per ogni telaio serigrafico realizzato. Cosa significa? Che se devi stampare meno di 70 magliette tutte uguali (con un colore solo), ti conviene la stampa digitale, se ne devi stampare più di 70 ti conviene la serigrafia. Se devi stampare a 4 colori (quindi 4 telai serigrafici), bisogna moltiplicare 70 x 4 = 280 magliette.

4. Colori e inchiostri

Serigrafia. Le immagini finali hanno una risoluzione più bassa rispetto al digitale. Ma questa tecnica ha un grande vantaggio: ti permette di stampare su qualsiasi tipo di tessuto, cosa non altrettanto facile con il DTG (ad esempio poliestere, viscosa, eccetera, non sono facilmente stampabili con il DTG, anche se è possibile farlo). In più puoi decidere lo spessore dello strato di colore, a seconda dell’effetto che vuoi ottenere. Esistono inchiostri di vari tipi, ma i più usati sono quelli a base poliuretanica (plastisol). Sono quelli più economici e pratici e sono resistenti ai lavaggi, ma non vanno bene per qualsiasi tipo di tessuto. La stampa risulta in leggero rilievo sulla stoffa, un po’ spessa e ruvida alla “mano”. L’opportunità più importante che offre la stampa serigrafica è quella di fare stampe funzionali, e cioè stampare colle, siliconi, effetti moda e tutti i tipi di stampa che non hanno solo un effetto estetico, ma soprattutto una finalità tecnica / pratica (come ad esempio stampare in serigrafia i guanti dei portieri con il grip in silicone, eccetera).

DTG. Puoi realizzare immagini piene di colori, sfumature e piccoli dettagli, come anche le stampe fotografiche. Ciò è possibile, perché si lavora in quadricromia (sono presenti in contemporanea le tonalità ciano, magenta, giallo e nero). I colori sono molto resistenti nel tempo e i nuovi inchiostri a normativa OEKO-TEX reggono bene anche all’acqua calda. La stampa è morbida, non si avverte la differenza tra l’inchiostro e il tessuto: il colore ricopre le fibre, non si limita ad aderire alla superficie della maglietta. Gli inchiostri usati per questa tecnica sono quelli a base d’acqua. La qualità del risultato è ottima e gli inchiostri a base acqua sono meno dannosi per l’ambiente.

5. Tipi di tessuto

La scelta del tessuto e del modello di t-shirt dipende dal tipo di prodotto che vuoi vendere e da cosa vuole il cliente. Alcuni preferiscono tessuti morbidi e leggeri, altri più rigidi e pesanti. La soluzione più sicura per capire qual è quello che fa per te è di fare dei tentativi di stampa e vedere l’effetto finale. Non tutti i tessuti sono adatti per ogni tecnica.

Serigrafia. Puoi stampare su qualsiasi tessuto, ma i risultati migliori si hanno con le t-shirt più spesse e pesanti, poiché l’inchiostro rimane in rilievo e la stampa è più rigida.

DTG. Puoi stampare facilmente solo su magliette in cotone. Può esserci una percentuale di fibre sintetiche, ma il cotone deve essere il componente principale. In caso contrario devi pretrattare il tessuto (dovresti comunque fare una prova e verificare che il risultato sia buono). I capi su cui si usa questa tecnica sono spesso fluidi e leggeri, proprio perché il disegno è impercettibile al tatto. In più si può tranquillamente stampare su cuciture e plissettature. Molti non si limitano alle magliette: scarpe, tazze, tappetini per il mouse, utilizzando però inchiostri sublimatici. La stampa DTG permette di spaziare in vari settori merceologici (ovviamente dipende anche dal tipo di macchina da stampa a disposizione).

6. Qual è la scelta migliore?

Non esiste una risposta unica: ogni situazione è diversa e dipende da che risultato si vuole ottenere. Sta a te capire quale tecnica si adatta meglio alla tua strategia di mercato. Sia la serigrafia che la stampa DTG regalano prodotti di qualità, ma con risultati molto diversi tra loro. Ai clienti non interessa come hai realizzato le magliette: vogliono qualcosa di bello, che costi poco, ma di qualità. La maggior parte delle volte non hanno idea di cosa significhi stampare su tessuto.

Serigrafia. E’ una tecnica più versatile: ti permette di sperimentare e di stampare con glitter, sfere di vetro, scaglie … si possono creare effetti visivi e tattili molto originali. In più può essere abbinata ad altre tecniche (tra cui anche la stampa DTG). Quindi è l’unica soluzione per le stampe funzionali o per stampare con materiali diversi dall’inchiostro. Inoltre non richiede alcuna competenza tecnica o informatica, ma richiede ottime competenze grafiche e buona esperienza nella stampa.

DTG. Una volta che si è capito come usare la stampante, anche chi non ha così tanta esperienza può ottenere un buon risultato. Inoltre è una tecnica conveniente dal punto di vista commerciale: oggi i clienti fanno spesso ordini di pochi capi e la stampa DTG permette di soddisfare le numerose richieste in tempi brevi e a costi accessibili. Puoi anche produrre una certa varietà di stampe da inserire in campionario e offrire un’ampia scelta al consumatore (a seconda di quali design venderanno di più, potrai decidere quali stampare e quali abbandonare). In questo modo si risparmia anche sulle spese di magazzino.
Questa è una tecnica relativamente nuova e va di moda: non servirsene può significare rimanere indietro rispetto alla concorrenza. Questo non vuol dire che si debba abbandonare la serigrafia, anzi! Oggi esistono anche stampanti che integrano i due procedimenti.

Per concludere, le due tecniche sono complementari e si rivolgono a due mercati sostanzialmente diversi, anche se in qualche caso possono sovrapporsi e la scelta è puramente una questione di costi di produzione in base alla quantità da stampare.

A questo punto sta a te scegliere la tua tecnica preferita (o decidere di usarle entrambe).
Vuoi raccontarci la tua esperienza? Lascia un commento!

Commenti 1

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *